|
16 aprile 2012
Aria di elezioni: albesi in corsa sul fronte PD?

da "Il Corriere" di Beppe Malo'
ALBA – La segreteria regionale del Partito Democratico è alle prese con la tornata amministrativa del 6 e 7 maggio, prima tappa di un percorso che molto rapidamente proporrà le politiche del 2013. Nel frattempo, la contingenza è di quelle che non fanno dormire di notte e il sistema dei partiti non ha ancora capito se deve avere più timore delle visite dei Finanzieri o del rancore dei cittadini delusi che, presto, avranno a disposizione schede e matita. Ne abbiamo parlato con Massimo Scavino, assessore all’Agricoltura del Comune di Alba e membro della segreteria regionale PD.
A Cuneo sono in lista 600 candidati, più che le elezioni per il Comune sembra un concorso pubblico. Come legge questo dato?
«Come il classico bicchiere pieno a metà. Da un lato possiamo vedere la cosa come negazione del sentimento di avversione alla politica di cui tanto si parla in questi giorni. Dall’altro, purtroppo, come un segno di grande frammentazione dell’offerta politica. In questo senso, non è affatto un bel segnale»
Azzarderebbe un pronostico su Cuneo?
«Sono convinto che il capoluogo della Granda resterà al centrosinistra e quindi a Gigi Garelli».
Eppure, ancora una volta, le primarie hanno creato più frammentazione che armonia.Il PD appoggia Gigi Garelli, sostenuto da una coalizione “classica” di centro sinistra (Costituente dei Beni Comuni, Pd, Italia Dei Valori, La Città aperta, Moderati per il centrosinistra, Partito socialista e Sinistra Ecologia e Libertà). Valmaggia, sindaco uscente appoggerà Federico Borgna insieme a Cuneo Solidale, Crescere Insieme, Centro lista civica, Cuneo Più, L'Udc e Democratici per Cuneo. Gli altri candidati saranno Claudio Sacchetto (Lega Nord e Grande Cuneo), Marco Bertone (Pdl), Mario Castellino (Fli), Manuele Isoardi (Cuneo 5 Stelle), Felice Lauria (La Destra-Fiamma tricolore) ed infine Beppe Lauria (consigliere provinciale e comunale Pdl, con tre liste civiche).
Le primarie sono e restano il percorso più innovativo di coinvolgimento democratico, non dimentichiamo che a Cuneo hanno votato più di 5mila persone che hanno individuato con nettezza Gigi Garelli quale candidato a Sindaco. E il PD ha scelto coerentemente di sostenerlo.Certamente l’esperienza di Cuneo rinnova l’invito a non vivere le primarie come l’occasione per un regolamento di conti interni.
Credo che la segreteria regionale stia già pensando anche alle politiche di fine legislatura. E così?
«Non potrebbe essere diversamente. Anche perché, prima di pensare al voto, bisognerà battersi per una legge elettorale che abolisca il Porcellum e il parlamento dei “nominati”. Votare in questo modo sarebbe pura follia, vorrebbe dire che delle istanze di rinnovamento radicale che i cittadini chiedono alla politica non si vuole cogliere nulla».
Anche pensare che qualunque cosa sarà meglio del “Porcellum” non è però molto saggio!
Certo, la prospettiva di rompere la logica bipolare e di tornare ai governi formati dopo il voto sarebbe un ulteriore passo indietro. E su questo punto il PD si gioca tutto. O diventa una moderna sinistra riformista capace di coagulare in torno a se forze strutturalmente di governo oppure implode nella riedizione caricaturale della prima repubblica a cui molti, su entrambi gli schieramenti, stanno lavorando.
C’è il grande punto interrogativo posto dalla crescente avversione nei confronti della politica, dei politici e dei partiti. Come ovviare a questi fattori di rischio?
«Tra la “rottamazione” e la gestione dello status quo deve essere individuato un punto di equilibrio che contempli un robusto rinnovamento della classe dirigente, avendo il coraggio di promuovere dall’ambito locale chi ha dato buona prova di se ai livelli superiori di responsabilità. Ma quello anagrafico non può essere il solo criterio da utilizzare, questo paese ha evitato il collasso grazie all’azione di uno splendido ultraottantenne quale è il nostro Presidente Napolitano. E poi bisognerà condividere i sacrifici che si chiede alla gente. Senza buon esempio e condivisione, non si potrà chiedere altro agli italiani».
Dopo Monti la politica saprà riprendersi lo spazio che le compete?
«Non ci sono ad oggi alternative democratiche alla politica fondata sui partiti! I problemi del dopo Monti continueranno ad essere il lavoro, la giustizia sociale e la crescita. E qui bisognerà proporre scelte politiche nette e alternative e non solo ragionamenti tecnici che, seppur in una fase di assoluta emergenza per i conti del paese, hanno palesato molte carenze sul piano dell’equità e della concertazione. Del resto Monti rappresenta un commissariamento meritato della attuale politica.
Voto nazionale nel 2013 e locale nel 2014. Circolano già dei nomi?
«Ormai – mi passi la battuta – il calcio mercato e la campagna elettorale non si fermano mai.In chiave locale toccherà ovviamente al centrodestra ragionare su una candidatura alternativa a Sindaco. Noi avremo un Sindaco uscente, Marello, che, non solo sta facendo molto bene alla luce dell’oggettività dei numeri con cui si può misurare una amministrazione, ma ha il merito di aver fatto crescere intorno a se una nuova classe dirigente di governo.Sul piano nazionale molto dipenderà dal come si andrà a votare e dai collegi.
Pensa che il Consigliere Regionale Taricco possa essere fra i papabili candidati al parlamento?
Ha sicuramente le carte in regola ma come tutti sarà chiamato a misurarsi con il sistema di selezione democratico che insieme individueremo.
Ci sono però voci che parlano anche di Alba!
«Prendo atto con piacere . Significa che forse stiamo dimostrando di lavorare bene…».
Sarò più preciso: Marello e Scavino le dicono qualcosa?
Sono stato allevato ad una scuola politica dove prima viene il progetto e poi il soggetto. Detto ciò credo che, nell’ottica di quel ricambio di cui abbiamo parlato prima,l’attuale esperienza di governo albese abbia tutto il diritto di essere considerata e rappresentata in funzione delle prossime elezioni politiche. Ma è davvero troppo presto per fare dei nomi».
| inviato da scavino il 16/4/2012 alle 13:57 | |
|